Dichiarazione del Primo Incontro dei cubani residenti negli Stati Uniti

Lunedi,  30 Aprile 2012

Dichiarazione del Primo Incontro dei cubani residenti negli Stati Uniti

I partecipanti al primo incontro nazionale dei cubani residenti negli Stati Uniti, riuniti a Washington DC il 28 aprile 2012, essendo il 33 ° anniversario dell’assassinio di nostro fratello  Carlos Muñiz Varela, dopo aver esaminato la politica americana  contro Cuba, ribadiamo la nostra volontà di: Continua a leggere

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Cuba, un’isola in cammino

Piazza della Rivoluzione durante la Messa di Benedetto XVI

L’ultima volta che sono stato all’Avana eravamo nel 2005. Giovanni Paolo II era appena morto e Benedetto XVI era apparso al balcone di San Pietro per la prima benedizione papale. Mi aveva invitato il dottor Eusebio Leal Spengler, historiador de la Ciudad de la Habana, per fare una mostra sulla vita di papa Wojtyla a fumetti, testi di Pagot, disegni di Sergio Toppi. Fu un successo di popolo, con lunghe file di visitatori all’interno del nobile e antico Palazzo dei Capitani generali. Il ricordo del Papa polacco, che solo sette anni prima aveva visitato l’isola, era ancora vivo e vigoroso, portatore di una grande carica spirituale.

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Indignati negli USA hanno diretto marce e scioperi contro il capitalismo

Manifestazione del 1° maggio a New York

Manifestazioni e concentrazioni contro il capitalismo da una costa ad un’altra degli Stati Uniti accompagnano oggi lo sciopero generale convocato dal movimento pacifico Occupy Wall Street (OWS) con motivo del Giorno Internazionale dei Lavoratori.

Gli indignati hanno invitato da settimane il settore lavorativo e gli studenti a sommarsi alle mobilitazioni per protestare contro le politiche economiche e bancarie che attentano contro i cittadini più poveri.

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Messaggio di René González al popolo di Cuba

14 aprile 2012

“Messaggio al mio popolo”  

Cari compatrioti,

René Gonzàles

di ritorno nel mondo dell’assurdo dopo una troppo breve visita alla mia patria che ha suscitato in qualcuno le più diverse elucubrazioni  -molte a un livello di follia alla quale solo i detrattori della nostra società possono arrivare- è tempo di saldare un debito con il nostro popolo attraverso queste parole. Non sono dirette a coloro che speravano di criticarci anticipando che il mio viaggio a Cuba si sarebbe trasformato in un atto politico e che ora lo fanno perchè si è rivelato un esempio di discrezione; neanche a coloro che pronosticavano che non sarei ritornato e che adesso cercano le più diverse ragioni del perché non l’ho fatto. Si tratta di un elementare dovere di fronte a un popolo che ha sentito come suo il sollievo che ha significato questa parentesi, molti dei cui figli nel migliore spirito di solidarietà e di generosità si aspettavano di poter partecipare alla mia visita. Solo a questi ultimi lo devo.

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La bella musica per i bimbi di Cuba

di: Maurizio Matteuzzi

Il potere, a volte, è barbarie allo stato puro, anche se si ammanta del velo ipocrita della lotta “per la democrazia”. Il blocco Usa imposto contro Cuba 50 anni fa e mai più rimosso (men che meno da Obama), è uno di quei casi di barbarie allo stato puro. Così pur essendo all’avanguardia nella medicina e nell’assistenza medica (una delle conquiste della rivoluzione che sfidano il tempo), Cuba, fra l’altro, non può acquistare farmaci anti-tumorali per i bambini colpiti dal cancro in quanto spesso prodotti da compagnie farmaceutiche degli Stati uniti. In nome della “democrazia” quei bambini possono anche morire.
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